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Favignana is an island of the Egadi archipelago, located a few miles from the western coast of Sicily, Italy. The variation of the sea level that tens of thousands of years since, during the glaciations, has submerged the island, has formed a layer of over 200 meters of marine sediment formed by molluscs and corals, generating one of the riches of the island: the Favignana tuff, which is a light, almost white and very compact calcarenite already known by the Romans as a building material. This precious rock was excavated and extracted for hundreds of years in the numerous man-made quarries, which came to be very deep, up to sea level, to obtain a better quality of compactness and grain of the material. The extraction of this white tuff was the island’s main resource until a few decades ago.

Underground caves, labyrinths and cliffs, which seems to be giant sculptures, now draw an aggressive and spectacular landscape, altered by erosion and human interventions. Natural and man-made elements have thus transformed this island into a place that is at times grim, like that of a field after battle.

I tried to represent this atmosphere by working on the concept of alteration and stratification, therefore on the same process that formed and characterized this island. I therefore wanted to experiment with an approach that could make the material and natural elements of Favignana interact with the photographs. Just as the land has been altered by wind, sea and rock quarrying, I have allowed these same elements to alter the negatives I have shot there. Limestone, sand and seawater salt have been brought into contact with the photographic emulsion, leaving traces of a new landscape, each time in a different and unpredictable way.

ITA

Favignana è un’isola dell’arcipelago delle Egadi, situata a poche miglia dalla costa occidentale della Sicilia. La variazione del livello del mare che decine di migliaia di anni fa, durante le glaciazioni, ha sommerso l’isola, ha creato uno strato di oltre 200 metri di sedimenti marini formati da molluschi e coralli, generando una delle ricchezze dell’isola: il tufo di Favignana, che è una calcarenite chiara, quasi bianca e molto compatta già conosciuta dai Romani come materiale da costruzione. Questa preziosa roccia è stata scavata ed estratta per centinaia di anni nelle numerose cave artificiali, che arrivavano a essere molto profonde, fino al livello del mare, per ottenere una migliore qualità di compattezza e di grana del materiale. L’estrazione di questo tufo bianco è stata la principale risorsa dell’isola fino a pochi decenni fa.

Grotte sotterranee, labirinti e scogliere, che sembrano gigantesche sculture, disegnano oggi un paesaggio aggressivo e spettacolare, alterato dall’erosione e dagli interventi umani. Elementi naturali e antropici hanno quindi trasformato quest’isola in un luogo a volte cupo, come quello di un campo dopo una battaglia.

Ho cercato di rappresentare questa atmosfera lavorando sul concetto di alterazione e stratificazione, quindi sullo stesso processo che ha formato e caratterizzato quest’isola. Ho voluto quindi sperimentare un approccio che potesse far interagire gli elementi materiali e naturali di Favignana con le fotografie. Così come il territorio è stato alterato dal vento, dal mare e dall’estrazione della roccia, ho permesso a questi stessi elementi di alterare i negativi che ho scattato. Calcare, sabbia e sale marino sono entrati in contatto con l’emulsione fotografica, lasciando tracce di un nuovo paesaggio, ogni volta in modo diverso e imprevedibile.